Come uscire dalla crisi di coppia

Lo scopo di questo articolo è aiutare a capire come riconoscere una crisi di coppia e come decidere se gestirla con il fai da te, oppure con il supporto di uno psicologo.

Nel testo che segue fornirò delle indicazioni derivate da tecniche scientificamente validate, che possono essere provate anche fuori dallo studio.

Quando arriva la crisi

Anni di rapporto, momenti insieme, battaglie vinte, problemi risolti: una relazione che, tutto sommato, sembra andare bene. Poi, improvvisamente, le cose iniziano ad andare storte.

All’inizio sembrava un problema di poco conto, ma ora la situazione sembra non risolversi. La preoccupazione cresce e si solidifica, trasformandosi in paura e ansia per uno o entrambi i partner.

Il rapporto ISTAT del 2023 mostra le tendenze dell’andamento dei divorzi e delle separazioni. Numero di divorzi e di matrimoni sono ormai quasi simili, e la crisi, di norma arriva dopo sette anni dalle prime nozze.

Mi chiamo Marco Giacobbi e da anni lavoro come terapeuta di coppia, oltre a questo mi occupo di ricerca in ambito relazionale presso l’università di Basilea in Svizzera.

La crisi ha una storia lunga di problemi non risolti

Cominciamo con il dire che la crisi di coppia non dovrebbe essere improvvisa ma una fase di un processo che inizia molto prima. Questo è vero anche quando la crisi è comunicata da uno dei due partner e l’altro è colto di sorpresa.

Probabilmente chi cade dalle nuvole non si è accorto/a che qualcosa non andava. In ogni caso, le crisi hanno un andamento ingravescente che accelera prima della messa in discussione del rapporto stesso.

Per spiegare meglio uso la metafora della casa resa celebre da John Gottman. La casa rappresenta la coppia e, come ogni casa, questa ha delle fondamenta che, nella coppia si chiamano “stima reciproca”, “attaccamento”, “conoscenza reciproca”, “rispetto” e, oltre alle fondamenta, la casa ha delle mura portanti che si chiamano “fiducia nell’altro” e “impegno nel rapporto”.

Immaginiamo che la casa sia bersaglio di intemperie, le quali iniziano a erodere le strutture. Senza manutenzione, l’edificio si indebolisce e compare la prima crepa.

Le crepe profonde rappresentano la crisi di coppia, evidenziando che questa deriva da sollecitazioni che hanno lentamente logorato l’unione.

Dai primi segnali al cronicizzarsi dell’insoddisfazione

La fase di innamoramento romantico, la fase della passione e delle fette di “prosciutto sugli occhi” è caratterizzata da una certa resistenza alle varie intemperie che colpiscono la coppia (Sharma, 2017).

Piccoli screzi, divergenze di vedute e vecchie abitudini fastidiose vengono inizialmente ignorati perché tutto il resto sembra fantastico. Tuttavia, man mano che i livelli di dopamina, ossitocina e vasopressina calano, emerge una fase in cui si sceglie spesso il silenzio e la sopportazione.

È in questa fase che l’incapacità di comunicare della coppia trova le sue radici. I partner, non più sostenuti dall’euforia neurofisiologica iniziale, evitano di affrontare i piccoli problemi che diventano sempre più significativi nel tempo.

Questo avvitamento nella spirale della non comunicazione diventa cronico e finisce per essere poi problematico. Secondo il modello della banca delle emozioni (qui un video) la coppia che prospera è quella invece che comunica e gestisce i problemi, creando momenti di condivisione, stima e attenzione.

La coppia che soccombe è – al contrario – quella dove avvengono piccole lotte di potere, incomprensioni, litigi e situazioni spiacevoli.

La fase della disillusione

La fase della disillusione segue il primo periodo euforico e almeno uno dei due partner inizia a maturare una certa insoddisfazione.

In questa fase si inizia a capire che ci sono cose che non funzionano e si avvertono i primi segnali della crisi di coppia.

Ma, anziché migliorare, le cose peggiorano. In questa prima fase possono già affacciarsi pensieri di separazione, tentativi di dialogo o di prendersi una pausa. Tuttavia, questi tentativi spesso non bastano ad affrontare seriamente i motivi della sofferenza, e il malessere si protrae.

Come risolvere la crisi nascente? È necessario iniziare a parlare dei problemi e dei malcontenti con il proprio partner.

Non basta parlare delle proprie emozioni, discutere delle cose che non vanno e cercare insieme di trovare un accordo. Bisogna saper parlare e, soprattutto, imparare ad ascoltare.

Purtroppo, nessuno ci insegna come fare, e così le persone più dotate dal punto di vista comunicativo riescono a superare l’impasse, mentre le altre si arenano, e i litigi diventano anche più feroci.

CONSIGLIO: leggere “I cinque linguaggi dell’amore” di Gary Chapman. Oppure gli esercizi terapeutici Soft Start Up, di cui parlo in un apposito approfondimento sul mio canale YouTube [Video sulla Soft Start Up].

Il distaccamento emotivo

La fase del distaccamento emotivo subentra dopo la disillusione. Se le manovre di comunicazione non vanno a buon fine o non sono nemmeno iniziate, il processo di distaccamento emotivo si aggiunge all’insoddisfazione.

Questo distacco si manifesta con il non curarsi dell’altra persona, il perdere interesse e il vedere il partner solo come un problema.

All’inizio di questa fase, possono esserci ancora tentativi di ricongiunzione, attività insieme e ricerca di tempo di qualità per ritrovare la vecchia armonia. Se questi tentativi falliscono, il distacco emotivo può portare al desiderio di un distacco fisico e spaziale.

Il limite del “fai da te” sta probabilmente qui: oltre questo punto, è improbabile salvare la coppia senza un percorso terapeutico. La coppia in crisi non riesce più a simulare e, se non è ancora stato fatto, questo è il momento di ufficializzare la crisi.

Cosa fare in questa fase?

Sono necessari interventi più importanti ed è consigliabile consultare un terapeuta che applicherà le metodologie di recupero relazionale con più ampia base scientifica.

Il metodo Gottman è uno dei più consigliati, grazie alla sua solida base di ricerche, ed è quello che propongo sempre alle coppie che si rivolgono a me.

Se non inizia un percorso di recupero e la crisi matrimoniale viene ufficializzata, chi nella coppia non si era reso conto della gravità entra nel panico, noto come “fase del panico del rigettato“.

Solitamente, chi spinge per la separazione ha già raggiunto un punto in cui i tentativi di riparazione non sono sufficienti a far cambiare idea. L’istinto di chi sta per essere lasciato spinge a insistere e fare l’impossibile, ma spesso è meglio mettere in stand by la relazione, approfondire le problematiche e accettare il distacco del partner.

In questa fase, è importante capire se il partner ha motivi esterni alla coppia, come interessi romantici extraconiugali, oltre ai motivi interni alla relazione.

Prevenire la crisi di coppia prima che sopraggiunga

Le seguenti sono delle accortezze da usare nella coppia possibilmente prima della crisi e, se ancora possibile, anche durante la crisi.

Accettare le differenze individuali

Quante volte sento la frase “ma allora tu non ci vedi bene” oppure “non ho detto questo” o altre frasi che denotano un’ovvietà.

Questo fenomeno può essere spiegato con la famosa frase di Alfred Korzybski, “la mappa non è il territorio”.

Ognuno di noi ha una mappa mentale, una rappresentazione del mondo, che può essere molto diversa da quella del partner.

Un esempio calzante è citato da Gottman: “Se chiedo a due persone di descrivere la stessa pianta, nello stesso vaso, nel loro appartamento, allo stesso momento, pensate che rispondano con la stessa descrizione? Assolutamente no. Ognuno dei due la vede diversamente. Quindi, perché vi stupite se il vostro partner descrive e interpreta un’azione, un comportamento, un gesto in modo molto diverso dal vostro?”.

Riconoscere la diversa visione del proprio partner è fondamentale per la riuscita della coppia (Fang, 2019). Una persona può non condividere, ma non può negare, denigrare o sminuire il percepito del partner. Imparare a farlo è difficile e richiede la capacità di dire frasi come: “riconosco il tuo punto di vista, lo rispetto e ne prendo atto”.

Successivamente, è possibile aggiungere la propria interpretazione e le proprie idee.

In psicoterapia di coppia, incontro frequentemente persone che litigano, appellandosi all’oggettività dei fatti, che ognuno legge in maniera diversa.

Frasi tipiche in questi casi sono “sei esagerato” o “sei troppo critico”, nella pretesa di conoscere il “giusto” modo. Così, i contenuti perdono importanza, ci si dimentica da cosa si fosse partiti a discutere e prevale la lotta di potere e la gara a chi ha ragione.

In terapia, usiamo vere e proprie tecniche per evitare questo fenomeno, come il sogno nel conflitto, il metodo Rapoport e la tecnica della negoziazione degli ovali. Non posso entrare nei dettagli qui, ma è già confortante sapere che esistono metodi efficaci per affrontare queste dinamiche​.

Bilanciare meglio il potere per evitare dissapori

Molte relazioni vanno in crisi per uno squilibrio nel potere fra i partner (Martín-Lanas, 2021) . Quando un partner prevale o soccombe su certi aspetti si ha un ingiustizia percepita e questa scatena vere e proprie lotte di potere. La coppia va in crisi quando l’assetto della relazione è sbilanciato.

In tutti i rapporti dove si crea l’idea che uno/a dei due sia più intelligente, più colto/a, più simpatico/a, più bravo/a, l’altro/a si sente spesso sottovalutato, poco apprezzato, poco importante e utile.

Questo disequilibrio influisce lentamente sul benessere della coppia nel senso che l’accumulo di insoddisfazione, frustrazione e neglect percepito dalla persona prima o poi esploderà, mettendo a rischio la tenuta della coppia stessa.

Tenere conto dell’amore… e dell’amicizia

Mi ha detto che “non mi ama” e la crisi di coppia si apre con la richiesta di separazione.

Anche questo è un classico. Le coppie che riescono a venire in terapia spesso scoprono di avere una comprensione limitata di cosa sia realmente l’amore umano.

Molti pensano che l’amore di coppia debba rimanere sempre uguale e intenso. In realtà, il mix di emozioni che accompagnano l’amore cambia nel tempo, sia per intensità che per tipo di emozioni.

Il sillogismo errato è il seguente: l’amore è passione e desiderio intenso; il mio rapporto non è più passionale e non desidero intensamente il mio partner; quindi, il mio rapporto non è amore.

Questo porta alla dissoluzione di molte coppie. La coppia passa attraverso fasi evolutive, partendo dalla fase iniziale dell’innamoramento romantico, caratterizzata da emozioni intense di attrazione fisica, intellettuale o razionale. Questa fase è spesso ricordata con nostalgia, come il periodo delle illusioni più tenere.

Dopo un periodo variabile, il rapporto entra in una fase di maturità, dove i partner si conoscono nel profondo, senza l’effetto illusorio della fase iniziale.

Nella fase matura, i comportamenti fastidiosi possono emergere e diventare difficili da accettare. Per affrontare questo, è utile un po’ di psico-informazione, tramite uno psicologo o la lettura di libri come “Amore mio come sei cambiato” di Francesco Alberoni.

Comprendere cosa aspettarsi dalla relazione amorosa umana permette alla coppia in crisi di fare esercizi per rafforzare l’amicizia alla base del rapporto. Questa alleanza è fondamentale per la longevità della coppia. Esercizi come “raccogliere la richiesta” o il “gioco delle carte di Gottman” possono essere utili, e ne ho parlato sul mio canale YouTube.

Quando si dice “sono in crisi con mio marito” o “sono in crisi con mia moglie”, si intende che il rapporto di amicizia è in crisi. Per restaurare un’amicizia, bisogna sopportare la mancata realizzazione delle aspettative, accordarsi sulle priorità, condividere amicizie e supportarsi a vicenda.

L’equilibrio piacere/frustrazione è fondamentale anche nell’amicizia sottesa alla coppia in crisi.

Paura e accettazione della separazione

Nel fare la psicoterapia di coppia, il primo ostacolo spesso riguarda l’accettazione del fatto che la coppia possa rompersi.

Uno dei coniugi può trovare difficile contemplare l’ipotesi della separazione, e questa fantasia può generare una potente angoscia da separazione. La separazione è una possibilità reale, e se siamo ostaggio della paura di separarci, finiremo per agevolare la separazione stessa.

La paura porta alla chiusura, al non esprimersi e al lasciar ingigantire i problemi.

Prendere atto che possiamo esistere anche da soli, che la separazione non è la fine, ma una sofferenza superabile, è un passo fondamentale.

Questo consente di trovare il coraggio di parlare e di proporre soluzioni ai problemi.

Anche in presenza di figli, quando i sensi di colpa sono fortissimi, è essenziale capire che la paura non deve impedire la comunicazione.

È utile chiedersi quanto la paura di perdere l’altro sia concreta e bloccante.

Se questa paura sta impedendo l’emergere dei problemi di coppia, è meglio fermarsi e affrontarla gradualmente.

Negli anni ho avuto modo di affrontare direttamente con le coppie in crisi le dinamiche descritte in questo testo. Spesso le coppie si sorprendono di quanto ancora possono imparare a scoprire di loro stesse. Il percorso che propongo ha sempre l’obbiettivo di andare alla radice della relazione, di ciò che lega ancora i partner, e di come sono nel profondo, l’uno di fronte all’altra.

Più spesso si trova una soluzione per andare avanti, segno che la crisi di coppia è stata appena presa in tempo. Altre volte, la scelta giusta è fermarsi. Ma sempre dopo aver fatto un ultimo percorso insieme. L’accettazione passa anche da questo. Se come coppia vi riconoscete nelle dinamiche qui illustrate, contattatemi pure.

Bibliografia

  • Fang, Meng-Chieh & Bushnell, Ian. (2019). Understanding Within Couples – A Preliminary Research Study.
  • Lippa, Richard. (2010). Gender Differences in Personality and Interests: When, Where, and Why?. Social and Personality Psychology Compass. 4. 1098 – 1110. doi:10.1111/j.1751-9004.2010.00320.x.
  • Martín-Lanas, R., Osorio, A., Anaya-Hamue, E., Cano-Prous, A., & de Irala, J. (2021). Relationship Power Imbalance and Known Predictors of Intimate Partner Violence in Couples Planning to Get Married: A Baseline Analysis of the AMAR Cohort Study. Journal of Interpersonal Violence, 36(21-22), 10338-10360. doi:10.1177/0886260519884681
  • Sharma, Matthew. (2017). On The Analysis of Love in Its First Stages; and The Influence of Idealization On It.

Marco Giacobbi

Psicologo, Psicoterapeuta

Mi occupo di terapia di coppia. In questo sito approfondisco i temi delle relazioni personali, della vita di coppia, presentando spunti, ricerche e percorsi terapeutici.

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