Motivi comuni per cui le coppie litigano: quando rivolgersi allo psicologo

La terapia di coppia è un percorso che inizia quando matura la consapevolezza, in entrambi, di essere finiti in un vicolo cieco. Le coppie in genere, nella mia esperienza, arrivano a un punto di stallo che precede la decisione di iniziare il percorso.

Ma lo stallo porta sempre a un momento risolutivo che spesso, per motivi diversi, finisce per accantonare il problema. Come individui ci sentiamo rassicurati dal non dover parlare più di un problema, come se il “non parlarne” equivalesse alla scomparsa dello stesso.

Ma sappiamo tutti che non è questo il caso. Prima o poi, come dice il proverbio, tutti i nodi vengono al pettine.

Dal mio punto di vista è abbastanza comune, quindi, vedere coppie che arrivano al momento di sciogliere il nodo in una condizione molto intricata. È normale: il tempo – sotto questo aspetto – è una falsa medicina illusoria, fa dimenticare problemi che per la loro natura tendono a ripresentarsi. E questo perché sono collegati a una situazione sottintesa che riguarda tante cose, inclusa una nuova considerazione del partner, che prima non c’era.

La quotidianità della vita di coppia mette di fronte i partner, prima o poi. Le coppie che non vanno d’accordo e insistono nello stare insieme, ad esempio le coppie sposate da diversi anni, cercano di distrarsi evadendo dalla realtà, svolgendo attività escapiste, oppure – come capita in certi ambienti – rifugiandosi nel lavoro o dedicando tutto l’affetto ai figli, specie se sono ancora piccoli.

Questa situazione diventa difficile da gestire se i figli sono grandi e hanno una vita loro (cioè cercano legami aggiuntivi a quelli familiari e bramano di passare il tempo libero lontani dalle attenzioni dei genitori) o quando la professione non riesce ad assorbire le energie che vorremmo, semplicemente perché è il… lavoro. Una cosa che si fa perché è necessaria.

Le cause per cui ci si rivolge alla terapia di coppia sono tante, nel loro insieme, ma il punto principale di convergenza, per la coppia, è quello di essere consapevoli di dover affrontare il problema.

Nella mia esperienza, questa consapevolezza non arriva come una sorta di illuminazione contemporanea che coinvolge entrambi i partner. Anzi, la spinta a incontrarmi arriva dopo che una parte ha convinto l’altra. È normale, questo procedimento decisionale è tipico nella nostra specie, quindi non va assolutamente colpevolizzato il partner o la partner a cui non è venuto in mente.

Ripeto: abbiamo la naturale tendenza a nascondere la polvere sotto il tappeto, in questi frangenti, perché pensiamo che sia molto doloroso, sfiancante e fastidioso fare pulizia. Con conseguenze imprevedibili che non siamo disposti a considerare in anticipo, anche se l’esito di un aiuto psicologico potrebbe essere positivo.

Ho riscontrato che l’incomunicabilità non è solo incapacità di parlarne o avere poco tempo per farlo, ma anche l’assenza di un registro comunicativo comune che prima esisteva: l’intesa con uno sguardo, una carezza nel momento giusto, un abbraccio o un sorriso, un messaggio mentre si è lontani.

Perdita dell’intimità

Se la vita sessuale tra marito e moglie o tra partner viene meno, siamo di fronte all’anticamera della rottura. Ma non è un problema insanabile. Il rapporto fisico è parte integrante della relazione d’affetto ed emotiva che si instaura in una coppia. Può venire meno l’attrazione fisica per il / la partner? Certo. I motivi possono essere tanti e legati magari allo stile di vita, specie quello alimentare, che non si lega più alle origini della relazione.

Ma in genere questi problemi si superano con una buona comunicazione. La perdita dell’intimità invece viene spesso interpretata come un sintomo di qualcosa che non va. Lei non cerca più il rapporto, lui è annoiato e non la cerca. Il rapporto fisico è fatto di tante cose, non solo il rapporto sessuale propriamente detto. Ci sono gesti fisici che nella fase dell’innamoramento riempiono la giornata: una carezza sul viso, un bacio sulla fronte, un abbraccio.

Se questa complicità viene meno può dipendere da tanti motivi, il principale è che non viene alimentata perché…

  • C’è lo stress da lavoro;
  • Gli impegni con i figli o con i genitori;
  • Il mutuo e le preoccupazioni economiche;

Ma anche i non detti:

  • L’attrazione fisica per qualcun altro / altra;
  • La perdita dell’interesse fisico verso il partner;
  • L’indulgenza in attività escapiste che consumano le ore in cui si può stare insieme (comportamenti compulsivi, troppo telefonino e troppa pornografia…);

Tradimento e infedeltà

Il motivo principale per cui una storia finisce è il tradimento, l’infedeltà occasionale o persistente di almeno uno dei partner. Che sia lei o che sia lui a tradire poco cambia. Gli effetti di un tradimento sulla coppia sono tali, che sarebbe stato meglio non scoprirlo. Ma a volte il tradimento può essere una risposta sbagliata a un problema reale, non risolto, per cui ci sono più ragioni per stare insieme rispetto a quelle per separarsi. Ma onde evitare situazioni di rancore persistente e falsi “perdono”, è meglio cercare un aiuto dallo psicoterapeuta di coppia.

Non si trascorre più tempo insieme

Il tempo trascorso insieme e la distanza fisica sono due fattori dirimenti nella stabilità (anche emotiva e affettiva) di una coppia. Una coppia è tale se sta davvero insieme, se cioè si ritrova, durante l’arco della giornata, in un momento di intimità anche semplice, oppure accomunata dagli scopi e dalla progettualità. La distanza fisica, quindi l’impossibilità di trascorrere davvero del tempo insieme, diventa un grosso problema che prima o poi presenta il conto. Se si ha la percezione di essere da soli, allora tutto torna in discussione.

Molte relazioni a distanza falliscono proprio perché mancano nella promessa fondamentale: quella di affrontare insieme le sfide della vita, a qualunque età. I sacrifici imposti dalla distanza superano i benefici della relazione, vissuta in quel modo.

Allo stesso modo, i benefici del tempo trascorso da soli potrebbero apparire più vantaggiosi della vita insieme, soprattutto quando le incombenze familiari sono meno pressanti (figli adulti o sistemati, lavoro stabile, condizioni di salute buone).

La gelosia e l’insicurezza

La gelosia è un sentimento molto naturale e va compreso. Ma una forma di gelosia eccessiva, quasi patologica, non solo destabilizza chi ne soffre, ma prima o poi piazza degli esplosivi sui pilastri fondamentali della relazione: la fiducia che il partner sarà sempre al nostro fianco.

In un’epoca di social media, connessioni rapide, svago multimediale, possibilità di essere raggiunti da più persone, esprimere opinioni in libertà, la gelosia può diventare il fattore scatenante dei problemi della coppia e va affrontata per non degenerare. La gelosia può causare la mania di controllo dell’altro partner, la rottura degli equilibri interni alla coppia, scatenare paure irrazionali di tradimento che possono condurre al fenomeno della profezia che si auto-avvera. A furia di pensare e temere che il / la partner ti tradirà, questi finirà per farlo semplicemente perché la gelosia ha rovinato un rapporto che non esiste più, in quanto manca il requisito della fiducia.

Mancanza di reale comunicazione

L’attaccamento verso una persona avviene secondi schemi abbastanza conosciuti, in ambito psicologico. Ora non voglio parlare qui del modo in cui nasce l’attrazione o l’interesse di accoppiamento / sentimentale, ma una cosa è certa: la frequentazione lo favorisce.

Spendere del tempo insieme, non solo online, aiuta la coppia a rafforzare il reciproco interesse, soprattutto nei primi momenti della relazione (il cosiddetto “bonding“).

Andando avanti negli anni, tutti hanno esperienza di questo fenomeno, la fiducia diventa una moneta che si può scambiare quasi alla pari con l’attrazione fisica o il sentimento di amore, l’affetto. È per questo che coppie molto affiatate sembrano due amici: semplicemente c’è tanta fiducia l’uno nell’altra, e viceversa. In realtà è un amore che funziona ed è basato su tante cose, non ultimo l’accettazione serena dei difetti dell’uno e dell’altra, e il pieno affidamento nei pregi e nelle caratteristiche che lo / la qualificano come “speciale“.

In questo frangente la comunicazione cambia. È basata sulla progettualità, sul fare le cose insieme, la salute di entrambi, le decisioni da prendere. Non è una strada dritta, ma la si percorre insieme, comunicando, tornante dopo tornante.

Se la comunicazione viene invece assorbita da altri interessi, in un costante vortice di distrazioni e multitasking, viene meno l’elemento centrale della stessa: la reciprocità e l’esclusività.

Passare troppo tempo sul web, alla tv, dedicarsi troppo a sé stessi, limitarsi allo stretto necessario… sono tutti problemi che possono sorgere, se non se ne parla.

Al contrario, fare tante attività insieme aiuta a superare tutti i problemi.

Dipendenze e problemi di salute

Il detto dice che “quando c’è la salute c’è tutto“, nel senso che sopravvivere a tutte le sfide di questo mondo è un grande risultato. Ma la salute fisica può essere facilmente minata e coinvolgere la stabilità della coppia. Il problema tipico è quello delle dipendenze: l’alcol, le droghe, il fumo e da ultimo la pornografia online.

La presenza di comportamenti compulsivi prima o poi porta allo sfascio perché essi diventano il centro delle attenzioni della coppia.

Immagina la vita di coppia come una centrale elettrica che immette nella rete tanta energia positiva, che può essere utilizzata per illuminare una città.

Se nella centrale c’è un problema dovuto a un comportamento compulsivo, simile a un guasto di un macchinario o di un programma, questo diventerà il tema ricorrente delle attività della centrale. Si perderanno giorni a parlarne, a discutere come risolvere il problema, a spiegare quanto esso sia debilitante… mentre la centrale, giorno dopo giorno, perde potenza finché non smette di funzionare. E la città rimane al buio.

Divisione dei compiti e responsabilità

Le coppie possono ricorrere alla terapia di coppia quando hanno difficoltà a organizzare la propria vita in comune, e trovare un punto di incontro nella divisione delle responsabilità.

L’esistenza umana è fatta per massimizzare tutta la fase centrale della vita, quella della maturità e dello splendore fisico. Si è in qualche modo irresponsabili nella vita scolastica, cioè svincolati da reali responsabilità, e questa libertà si ripresenta nella terza età, quando le forze non sono più quelle di una volta.

Tutta la parte centrale vede le nostre responsabilità aumentare giorno dopo giorno: nello studio, poi nel lavoro, nella vita relazionale, arriva la famiglia, crescere i figli, acquistare una casa, prendersi cura dei cari più anziani. Mantenere in ordine tutto quanto non è facile, ma è una bella sfida, che le coppie in sintonia amano affrontare insieme.

Problemi economici

La stabilità economica è molto importante perché consente di mantenere saldo il principio della progettualità, che è insito nella coppia. La coppia che funziona, infatti, non ha una modalità statica, ma dinamica. È in continua evoluzione, un progresso costante che le parti apprezzano, appoggiano e sostengono giorno dopo giorno.

Nel mondo attuale l’instabilità economica è legata a fattori esterni, come abbiamo visto, ma spesso ha a che vedere con le scelte che facciamo o che subiamo, in una certa misura.

Quando per un motivo o per l’altro i problemi economici arrivano, le coppie li affrontano perché sanno che vanno superati. Ma è il modo in cui li si affronta o come si reagisce gli stessi a generare problemi. Abbandonare un vecchio stile di vita per uno nuovo, più morigerato, è difficile.

La coppia può avere difficoltà a gestire i risparmi: le rinunce vanno fatte insieme, ma non è semplice. Magari si scoprono spese impreviste, o si fanno i conti con la dura realtà: uno dei partner è incapace di gestire l’aspetto economico e sta causando più di un problema. Si può scoprire una dipendenza nascosta.

La coppia può anche andare incontro a una rivalutazione del valore del partner, il marito che perde il lavoro può sentirsi inadeguato. E questa inadeguatezza può essere vissuta in modo sbagliato, portando ad altri problemi.

Sentimento di inadeguatezza

Le crisi possono comportare la nascita di un sentimento di inadeguatezza dovuto al fatto che uno dei partner non si sente all’altezza dell’altro, e inizia inconsapevolmente a sabotare la coppia.

Questo accade se uno dei partner percepisce un distacco in contemporanea a un periodo in cui sente di contribuire poco (anche economicamente) al progresso della coppia. Il distacco viene interpretato come una reazione, a cui segue un periodo di commiserazione e senso di sconfitta.

Una visione del mondo opposta

Viviamo nell’era digitale dell’informazione. Sembra che tutti ormai possiedano un’opinione su tutto. È un’arma a doppio taglio perché si può diventare prigionieri di pensieri irrazionali, fake news, fenomeni di cospirazionismo. Sono sempre di più le coppie che scoprono di avere opinioni molto contrastati su temi d’attualità, che vengono portati al centro della discussione quotidiana, dalla compulsiva presenza dei social media.

Questa presenza può diventare la causa scatenante di conflitti che portano la coppia sull’orlo della rottura.

Per concludere…

All’origine della crisi nella coppia ci può essere un concorso di cause. Nella mia esperienza, i problemi iniziali si possono risolvere, se presi in tempo. Ovviamente la rottura del vincolo della fiducia reciproca può essere tale da rendere irrimediabile la situazione. E la separazione è la scelta migliore. Ma spesso le coppie hanno problemi nel mandare avanti la routine quotidiana, dopo che nuove sfide si affacciano e compaiono tratti caratteriali che non sembrano più corrispondere all’idea originale del partner.

In questo caso, parlarne con un professionista può aiutare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.