Terapia di coppia online

Parliamo di terapia di coppia online, una forma di consulenza psicologica per le coppie in crisi, che si svolge via web.

Per chi non mi conoscesse, mi chiamo Marco Giacobbi e mi occupo di problemi relazionali da molti anni (sono psicologo psicoterapeuta specializzato in relazioni interpersonali). 

Cosa fa lo psicologo di coppia?

Lo psicologo di coppia consiglia un percorso di terapia perché la coppia abbia maggiore consapevolezza sullo stato del rapporto. Sapere quindi se è corretto separarsi, perché non ci sono più le condizioni per rimanere insieme, oppure ricucire il rapporto lavorando sugli aspetti che stanno portando alla rottura.

Lo psicoterapeuta di coppia è un po’ come un meccanico, che dovrebbe intervenire molto meno, se ci fosse una regolare manutenzione. Cioè se i partner lavorano sulla relazione, smussando nel tempo gli spigoli e appianando le divergenze caratteriali.

Ma a volte ci si dimentica di farlo, si lasciano correre i problemi, che prima o poi presentano il conto.

La terapia matrimoniale tende ad avere certe caratteristiche comuni. Si inizia con la formazione di un quadro della situazione di coppia che è fatto con test validati e con il colloquio (questa fase si chiama Assessment).

Insieme alla coppia si decide quali siano i problemi da affrontare e gli obiettivi da raggiungere.

Spesso le persone arrivano con situazioni di tensione e per questo il primo obiettivo è quello di stabilire un clima che permetta di lavorare e portare a casa dei risultati.

Quando un rapporto di coppia è in crisi?

Nella mia esperienza ho raccolto tante testimonianze e ho visto situazioni che tendono ad avere dei minimi comuni denominatori. Di seguito una lista di campanelli d’allarme:

Liti che non si risolvono

Non è tanto la frequenza dei litigi (anche se una conflittualità frequente diventa stressante ed esasperante) ma la qualità dei litigi ad essere importante.

In altri termini: siete in grado di risolvere le liti in modo costruttivo o ci sono questioni non risolte che mettete da parte ogni volta in nome di una insoddisfacente tranquillità ? 

Il segno che probabilmente serve un aiuto esterno sta nel rendersi conto che molte liti non si risolvono ma vengono solamente accantonate.

Il rischio è che l’insoddisfazione cresca e crei un distacco emotivo poi incolmabile. Quando si parla di discussioni e litigi, la qualità è molto importante.

Se riesci a discutere in modo rispettoso – usando frasi del tipo “mi sento incavolato” o “temo che tu non mi ascolti” e non usi  attacchi di natura personale – allora sei già a buon punto.

Quando invece le liti sfociano in accuse personali e critiche allora è il caso di considerare un aiuto.

C’è aggressività verbale e fisica

La terapia di coppia online oppure in studio è necessaria quando è presente aggressività negli scambi.

La violenza può essere manifestata sia verbalmente (con turpiloquio, imprecazioni, tono della voce) oppure fisicamente (con percosse, costrizioni, etc).

Senza troppi giri di parole posso affermare che la violenza è un segnale di allarme molto grave e oltre a considerare lo psicoterapeuta di coppia è bene considerare anche organi che garantiscano l’incolumità della parte più debole.

In presenza di comportamenti aggressivi nella coppia è bene chiedere aiuto.

Non ci si sente capiti

La comunicazione è la prima a guastarsi in un rapporto di coppia che si sta logorando. Pensa che molto del lavoro terapeutico viene fatto proprio per ristabilire abitudini comunicative sane.

La sensazione di non essere compresi e la  frequente sensazione isolamento che ne consegue possono velocemente peggiorare la relazione.

Più peggiora e più sarà difficile migliorarla. Spesso mi sento dire da un partner piuttosto che dall’altro che “la soglia è passata e sono state fatte delle cose per le quali sarà difficile tornare indietro”. 

Mancanza di rispetto, critica continua, chiusura e ostruzionismo

John Gottman già diversi anni orsono sosteneva di riuscire a capire con un certo anticipo e successo se un matrimonio potesse durare a lungo o meno controllando la presenza o assenza di certi comportamenti critici. 

Gottman chiama questi comportamenti “I quattro cavalieri dell’Apocalisse” (Gottman, Why Marriages Succeed or Fail. NY: Fireside, 1994).

Questi comportamenti sono traducibili come:  Critica, disprezzo, Chiusura e Ostruzionismo.

La critica è qualcosa di diverso dal semplice lamentarsi: la critica è, secondo Gottman, finemente personalizzata,  accusatoria, squalificante e slegata dal contesto.

Per citare un esempio: il marito pur avendo appreso di un imminente temporale ha lasciato le finestre della camera aperte e di conseguenza un tappeto si è bagnato.

Anziché affrontare il problema specifico, la moglie inizia con un lungo elenco dei suoi difetti, usando parole come “Tu sempre” o “Non hai mai“ o “ogni volta”.

La chiusura è semplicemente il costruire un muro che permetta di difendersi. Si tratta dell’assunzione di una continua posizione di difesa, un continuo negare le proprie colpe, un perenne tentativo di difendersi trovando scuse e giustificazioni.

A volte ci si difende facendo la vittima e così evitando certe discussioni. Ad esempio una moglie, quando si tratta di affrontare il discorso sessuale inizia a fare la vittima e dire che si sente accusata ingiustamente e non vuole parlarne ora.

Anche l’indignazione usata come scusa per non affrontare un problema e quindi difendersi è un indice di chiusura.

Un esempio è quello di un uomo che si arrabbia e indigna nel momento in cui la donna vorrebbe parlare della situazione economica della famiglia.

L’uomo potrebbe dire frasi del tipo “non sto al tuo gioco, non voglio passare per quello che si sperpera danaro e non ho intenzione di parlare con una persona che usa questi toni”.

Il disprezzo si manifesta replicando alle parole o a gesti del partner con comportamenti o modalità che sminuiscono e denigrano o deridono il partner stesso.

Dietro questi comportamenti c’è un forte disprezzo per alcune caratteristiche della persona.

Questa emozione è solitamente accompagnata da espressioni di disgusto (P. Ekman) che si possono leggere sul viso di chi disprezza.

Nelle simulazioni che faccio in terapia di coppia online, grazie alla riproduzione video del volto riesco spesso a vedere queste tipiche espressioni.

In ultima analisi si tratta di assenza di rispetto per una persona che dovrebbe invece essere amata ed a cui si dovrebbe tenere. 

È lampante che se la critica e il disprezzo sono elementi che ricorrono con una certa frequenza, allora la chiusura possa essere un modo di proteggersi dagli abusi.

Infatti spesso questi tre campanelli d’allarme tendono ad apparire insieme.

Per ultimo c’è l’ostruzionismo, che forse è il più velenoso dei quattro poiché comporta nettamente e inevitabilmente la fine del dialogo e dello scambio comunicativo attivo.

La persona che fa ostruzionismo trasmette un messaggio di indisponibilità e sdegno “incrociando le braccia” e non rispondendo di proposito a richieste provenienti dall’altro.

Qui dalle mie parti si dice che “mette il muso” o “mette il broncio”.

Più questi comportamenti diventano abituali più la relazione diviene problematica. 

Il punto di non ritorno

In molti rapporti il punto di non ritorno viene raggiunto quando le offese diventano pesantissime, quando si innesca violenza fisica oppure quando capita un tradimento.

In questi casi è improbabile che la coppia riesca a rimettersi in pista da sola e, ancora una volta, un consulente di coppia può “provare” ad agire per il recupero del rapporto. Prima di passare il “punto di non ritorno” è meglio fermarsi e chiedere aiuto.

Convincere il partner a fare terapia di coppia

A certe condizioni è possibile lavorare in modo indiretto.

Queste condizioni sono riassumibili con il fatto che un partner possa influenzare il partner non collaborativo.

Se per esempio un partner abita lontano e non comunica allora diventa difficile lavorare sulla coppia in modo indiretto (cioè facendo terapia di coppia con uno solo dei componenti).

La terapia di coppia è di solito fatta in modo sistemico.

Ci sono diverse tecniche per coinvolgere il partner riluttante.

Per esempio a volte si chiede di compilare un questionario senza venire in seduta. Questo costituisce un primo passo di collaborazione.

Altre volte convoco io il partner riluttante, non tanto per la coppia ma per un problema che ho riscontrato e che richiede la collaborazione di tutta la famiglia.

Quindi in sostanza direi che, pure essendo meglio avere un partner collaborante, non è impossibile lavorare anche senza la sua collaborazione. 

terapia di coppia

Cosa aspettarsi dalla psicoterapia di coppia

Una guida capace di indicare la strada per un netto miglioramento della relazione, in tempi contenuti.

I risultati devono essere percepibili già dopo le prime cinque sedute di terapia di coppia online.

Il consulente deve avere una posizione di imparzialità e non deve essere giudicante o prendere le parti di nessun partner.

Ci si deve aspettare empatia e comprensione e allo stesso tempo fermezza nel momento in cui si manifestano comportamenti che sono distruttivi nella coppia.

In seduta si fanno degli esercizi per capire quali siano i punti deboli della relazione e imparare nuovi modi per comunicare.

Spesso il lavoro di terapia non si ferma allo studio ma procede con veri e propri compiti da fare a casa (sul campo) per sperimentare modi e tecniche imparati durante gli incontri terapeutici.

Un’altra cosa da aspettarsi è una certa dose di fatica. Il lavoro di ricostruzione di un rapporto è costoso e richiede resilienza.

Domande e risposte sulla terapia di coppia

Come funziona la terapia di coppia?

La terapia di coppia viene svolta online per evitare i problemi di distanza, diminuire i costi di spostamento, avere uno strumento accessibile per entrambi i partner da qualunque posto si trovino al momento della seduta.

Quanto dura la terapia di coppia online?

In genere un percorso insieme di coppia dura sulle 10 sedute, anche se capitano dei casi dove le problematiche si risolvono prima o si abbandona per altri motivi.

Quanto costa una seduta di terapia di coppia?

Puoi vedere la pagina degli onorari. C’è una differenza tra terapia di coppia online e presenza in studio a Brescia, e tra seduta con singolo o di coppia.

Come si svolge una seduta di terapia di coppia?

A una prima seduta dove si raccolgono le informazioni sui problemi della coppia, ne seguono altre con esercizi di role playing, compiti da fare a casa, coinvolgenti, e approfondimenti sulle tematiche relazionali fino al superamento della crisi.

Perché la terapia non è gratis anche se online?

Sono un professionista specializzato nel percorso terapeutico di coppia, ho studiato anni e dentro c’è tanto sacrificio e passione.

Non sarebbe giusto nei confronti di nessuno fare qualcosa di gratis, che peraltro non porterebbe ad alcun risultato. Inoltre è tuo interesse avere diritto a una consulenza, un percorso di vero valore.

Puoi comunque trovare consigli qua e là sul blog.

Che testimonianze puoi offrire sulla terapia di coppia?

Puoi leggere le recensioni online, su siti come TrustPilot e Google.

Come posso iniziare la terapia di coppia con te?

Semplice, clicca sul pulsante qui sotto per un contatto immediato via email.