La terapia di coppia funziona. Come capire quando serve.

terapia di coppia

Risolvere i problemi di una coppia in crisi non è facile, ma si può. La terapia di coppia può funzionare anche dopo averle tentate tutte, se c’è la volontà di entrambi di sanare il rapporto.

Quando serve fare la terapia di coppia con un psicologo esperto in relazioni interpersonali? Cosa ci si può aspettare da un percorso di questo tipo? È davvero possibile salvare il matrimonio?

La parola “terapia” è espressione del fatto che ci siano così tanti problemi da risolvere, da rendere necessaria una cura. Noi terapeuti sappiamo bene che la coppia perfetta, quella che è d’accordo su tutto e non litiga mai, non esiste! Ciascuna coppia attraversa diverse fasi della vita contrassegnate da incomprensioni, litigi, musi lunghi, mancanza di comunicazione.

Queste fasi possono essere risolte e superate con il dialogo interno. A volte può nascere il desiderio di staccare, di mettere la parola fine al rapporto. Non è raro che uno dei due realizzi di voler mollare, rinunciando a qualsiasi tentativo di ricomposizione.

Come funziona la terapia di coppia

La terapia si sviluppa in diversi incontri. Nel primo incontro come terapeuta chiedo alla coppia alcuni dati personali, come l’età, se hanno figli, se ci sono state delle separazioni temporanee più altre informazioni di carattere generale. Tutto nel rispetto della privacy.

Fin dalla prima seduta il mio obiettivo è capire in profondo cosa non va. In generale, negli incontri, non basta ciò che la coppia riferisce ma l’attenzione va anche alle sfumature non verbali. Queste, possono essere colte dal modo in cui i partner comunicano tra di loro e sono fonte di ulteriori informazioni per il terapeuta.

È bene dire che quando una coppia entra in terapia è la relazione che conta, non la semplice posizione di uno dei due partner. Per questo non assumo la difesa di nessuna delle due singole posizioni. Durante le sedute tengo una posizione super partes rispetto ai conflitti della coppia.

In anni di esperienza posso dire poi che la terapia si concentra molto sulla comunicazione e sulla correzione degli errori che si fanno. Le coppie spesso faticano a discutere in modo costruttivo e anziché un dialogo trovano lo scontro, solo per stabilire chi ha ragione. Con queste modalità, le discussioni servono solo per scaricare la tensione e per ferire il partner. Per riuscire a trasformare una lotta in una conversazione, come psicologo uso delle tecniche che hanno una riconosciuta valenza scientifica (vedi un esempio).

Nel percorso terapeutico divento un vero e proprio consulente di coppia e non rimango un ascoltatore passivo. Non osservo solo le interazioni, né mi limito a farmi un’idea di cosa succede dai racconti che mi vengono fatti o da come la coppia si comporta durante gli incontri. Interagisco correggendo e spiegando.

Alle stregua di quanto detto, è intuitivo comprendere che quando incontro le coppie abbiamo sovente a che fare con una via di mezzo tra lezione interattiva, esercitazioni dal vivo (semplici e coinvolgenti, e direi fondamentali) e una serie di compiti da fare a casa per entrambi.

Questo aspetto viene apprezzato dalla coppia perché le responsabilizza a fare qualcosa insieme, di costruttivo, anche se partendo da posizioni diverse.

Quanto dura la terapia di coppia

Il mio approccio si basa su un preciso modello scientifico e il percorso dura sulle dieci sedute. Gli incontri finali sono dedicati ad esercizi e spiegazioni sulle tecniche terapeutiche di mantenimento e consolidamento. Queste vanno messe in pratica nel periodo successivo e permettono il successo a lungo termine della consulenza. Non è raro che il percorso duri meno. Perché sia efficace è indispensabile fare almeno cinque sedute.

Tra le tecniche di consolidamento che utilizzo, e che quindi estendono il valore della mia consulenza nel tempo, la più famosa è quella della “riunione condominiale”, dove spiego ai coniugi come creare una sorta di meeting periodico nel quale affrontare certi argomenti con il partner.

La riunione si chiude con una domanda che i partner fanno a turno. Per esempio: “come posso io, nella settimana a venire, fare in modo che la tua vita migliori?”.

Personalmente faccio un follow up gratuito per vedere come sta andando la coppia dopo sei mesi. Questo significa che dopo sei mesi contatto le persone e faccio domande sulla loro relazione. In base all’esito poi decidiamo se servono altri incontri o se il consolidamento è sufficiente.

Come avrai notato, si tratta di un percorso a 3 fasi: una conoscitiva, una di intervento, l’altra di consolidamento. La capacità di risoluzione dei conflitti che dividono una coppia, dipende anche dalla volontà di riconoscere nel partner una persona degna di rispetto. Senza questo non è facile ricomporre.

Perché funzioni è necessario…

  • Che il consulente di coppia sia uno psicoterapeuta specializzato. I professionisti più affermati di solito si occupano solo di coppie e hanno una formazione pluriennale specifica.
  • Che tra i partner non ci siano state condotte violente insanabili. La convenzione di Istanbul vieta la mediazione fra partner dove c’è stata violenza.
  • I partner devono metterci un po’ di impegno. Vero è che quando arriva una coppia, c’è sempre uno più motivato dell’altro. Tuttavia, anche se non proprio entusiasta, un partner deve perlomeno essere collaborativo. Deve credere nella ricomposizione.

Quando iniziare un percorso

Ricorrere alla terapia di coppia non è mai semplice, spesso è l’ultima zattera alla quale aggrapparsi prima di veder naufragare il proprio rapporto. Dietro questa decisione di tardare così tanto a intervenire ci sono motivazioni personali, culturali, economiche. Tutte comprensibili.

I rapporti umani però sono il sale della vita e se ci si tiene ad essi, in particolare a stare con una persona, condividere con essa i nostri giorni, allora c’è sempre un motivo per iniziare un percorso.

Non è facile però riuscirci da soli. Un fattore penalizzante del “fai da te” è dato dall’incapacità di vedere le cose in modo oggettivo. In una coppia, solo una volta su un milione capita che uno abbia del tutto ragione e l’altro del tutto torto. Nella pratica è sempre un concorso di azioni e reazioni che si annodano nel tempo, come dei fili intrecciati che poi è difficile districare.

Per cui, nella mia ormai ampia casistica, le coppie che si rivolgono a me per dei problemi insormontabili in genere passano attraverso queste fasi.

Una misura che usiamo in ricerca per capire se la coppia funzioni bene è quella del grado di soddisfazione percepita. Questo da una prima idea di quanto una persona stia bene con il proprio partner. Qui sotto puoi accedere al test al quale accennavo:

Test Grado di Soddisfazione nella Coppia

Litigi o incomprensioni che non finiscono mai

"Io e mio marito litighiamo spesso".
"Mia moglie non mi ascolta più".
"Non mi chiede mai scusa".
"Non ammette mai l'errore".

La lista di esempi può continuare all'infinito, ma questi atteggiamenti dicono solo che siamo (siete) arrivati a un punto di non negoziazione. Le parti possono rimanere in questa condizione di incomunicabilità reale per tanto tempo, accontentandosi di sopportarla prima che arrivi un'altra lite a peggiorare la situazione. Una soluzione tampone è quella di creare una lista di argomenti tabù di cui non parlare per evitare un altro litigio. In psicologia si chiama "evitamento", ma non risolve il problema alla radice.

Tu o il partner iniziate a pensare che sia meglio stare da soli

La coppia con problemi è di solito quella che ha eroso l’amicizia che dovrebbe stare alla base di ogni rapporto affettivo. Sai quando si dice, riguardo alle amicizie, “meglio essere soli che mal accompagnati?”. Ecco, questa è la sensazione che di tanto in tanto ha chi ha bisogno del consulente di coppia. Nel tempo si sviluppano comportamenti che erodono questa amicizia e questi, nella mia professione, vengono chiamati “i quattro cavalieri dell’apocalisse”. Questo un video dove li spiego.

C'è insoddisfazione sessuale di uno o di entrambi

Premettendo che quanto sesso fare in coppia è un discorso delicato (qui un video) una delle caratteristiche della coppia in crisi è lo scarso piacere nel far sesso. Per questo motivo l’attività sessuale tende ad estinguersi. La passione, la voglia e il piacere di far sesso sono elementi che un percorso di miglioramento relazionale prendono sicuramente in considerazione.

I motivi per cui si smette di fare sesso con una certa regolarità sono vari:

  • Un rapporto disfunzionale dove va tutto bene tranne il sesso
  • Un rapporto dove la mancanza dell'intimità è legata a una ripicca per qualcosa che non va nella coppia
  • La mancanza di coinvolgimento fisico ed emotivo
  • Lei o lui che non vanno incontri ai bisogni dell'altro o dell'altra

C'è un'altra persona di mezzo oppure un tradimento

Se pensi che con certezza ci sia stato un tradimento questo allora è veramente il momento di affidarti ad un terapeuta di coppia. Nel mio orientamento esistono protocolli specifici per recuperare la relazione dopo un evento cosi disastroso. Anche la ricerca del perdono non è semplice da parte di chi vuole andare oltre.

Manca la fiducia nel partner

La fiducia è importante senza di essa rischia di crollare tutto. Ristabilirla è il primo passo per evitare rotture insanabili. Non appena avverti che hai perso la fiducia del partner o tu non hai più fiducia devi subito intervenire, per evitare il peggio.

In altri casi, le coppie che hanno bisogno di una terapia di coppia sono quelle che:

  • Ritengono importanti cose diverse
  • Uno dei due si sente solo o sola
  • L'alto o l'altra non prova più stima verso il partner
  • C'è aggressività e maleducazione
  • C'è arrendevolezza totale da una delle parti

Cosa fare: la terapia di coppia online

Se ti riconosci in questa situazione e vuoi intraprendere un percorso di coppia, insieme al tuo partner, contattami senza impegno per una terapia di coppia online

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